come scrivere il background

Oggi affrontiamo un tema molto importante per ogni giocatore di ruolo: come scrivere il background del proprio PG.

In questo articolo vedremo cos’è un background e le caratteristiche che assume in diversi giochi. Daremo alcune indicazioni su come crearne uno e termineremo con un metodo alternativo per scriverlo.

Cos’è il background nel GDR?

Per background, in ambito GDR, si definisce il vissuto del proprio personaggio, la sua storia, cosa lo reso la persona che è adesso.

Un primo dubbio che potrebbe sorgere è: nel background va inserita la storia del personaggio, giorno per giorno, fino a quel momento? La risposta è no.

Il background deve contenere solamente informazioni rilevanti: come sempre, bisogna portare al tavolo solo ciò che è interessante e che offre spunti alla narrazione condivisa.

Il background non è la parte più importante della vita di quel personaggio, dalla sua nascita alla sua morte. Se così fosse, in prospettiva, le avventure giocate in sessione perderebbero d’importanza.

Quanto è importante il background del proprio personaggio?

Il background è sempre importante ma, come scrivere il background, dipende anche dal GDR per cui lo si fa.

Prendiamo ad esempio Not the End. In questo sistema di gioco il background è di rapida scrittura: il giocatore può crearlo anche qualche minuto prima dell’inizio della sessione.

In questo caso, esso si compone di alcune parole chiave quali Concetto, Tratti e Abilità: questi termini definiscono il personaggio.

Durante la sessione, il giocatore deciderà di mettere in gioco i Tratti che ritiene opportuni per compiere una determinata azione. Se, ad esempio, possiede “riflessi allenati” come Tratto, potrà utilizzarlo quando tenta di prendere al volo un oggetto, quando vuole schivare un pugno e così via.

In D&D 5e, invece, il background assume una rilevanza maggiore. Bisogna pensare ad una storia, al motivo per il quale il personaggio fa l’avventuriero, ai suoi legami ed ideali.

Il manuale possiede una sezione in cui sono presenti svariati background. Il mio consiglio è quello di non fermarsi alle informazioni che si scelgono (o si tirano nelle tabelle del background): il giocatore dovrebbe utilizzarli come punti di partenza per costruire la storia del proprio personaggio.

Infine, un GDR per il quale il background è fondamentale (oltre a costituire circa 3/4 della scheda), è La Leggenda dei Cinque Anelli. In questo gioco il passato del personaggio, i suoi ideali, il clan e la famiglia a cui appartiene influenzano pesantemente sia il suo carattere che le meccaniche che possiede.

come scrivere il background
“Com’è nata la tua passione per la magia?”

Come scrivere il Background

Esistono vari metodi per la scrittura del background del personaggio, oggi ve ne presento un paio.

Una prima idea è quella di partire dal carattere del proprio personaggio, costruendoci poi un background attorno.

Il vostro PG è socievole e solare? Bene, ha avuto una vita semplice o tenta di nascondere, col sorriso, un passato oscuro?
State, invece, giocando un personaggio cupo e silenzioso? Quali avvenimenti della sua vita lo hanno portato ad avere scarsa fiducia negli altri?

Pensare al carattere del personaggio e andare a ritroso è un modo per scrivere un background coerente e lineare.

Un altra idea è quella di scegliere lo stereotipo di un tipo di personaggio e ribaltarne le caratteristiche.

Il vostro personaggio potrebbe essere la principessa di un regno lontano che, invece di svolgere i suoi compiti a palazzo, ha deciso di abbandonare la sua eredità e viaggiare per il mondo.

In questo modo, non giocherete la classica principessa indifesa: il vostro personaggio sarà forte e coraggioso, pronto a mettere in pericolo la sua vita per ciò in cui crede.

Un’altra idea, seguendo questa linea di pensiero, è quella di un giullare che per anni ha servito alle corti di sovrani e imperatori. Ci si aspetterebbe di trovarsi di fronte un bardo allegro e solare, ma nel nostro caso non è così.

Il personaggio in questione, stanco dei soprusi dei tiranni a cui ha prestato servizio, è in realtà un assassino. Egli sfrutta il suo ruolo come copertura per somministrare veleno e morte nelle più importanti corti del paese.

Un’alternativa al background

Seguendo il podcast della Locanda del Drago Rosso mi sono imbattuto in un metodo su come scrivere il background diverso da quello classico.

Questo sistema è stato messo a punto dal buon Andrea Lucca: ciò che faccio io è raccontarvelo perché sono convinto sia una valida alternativa alla normale stesura del background.

Prendete l’idea di avere un background pensato e scritto come fosse un racconto e buttatela nel cestino. Il metodo che sto per illustrarvi, quello delle keyphrase, è quanto di più semplice che ci sia.

Alla creazione del personaggio, durante la sessione zero, ogni giocatore pensa a tre o quattro frasi chiave che lo caratterizzano. Le keyphrase possono rappresentare eventi, fatti o episodi del passato e devono essere adattabili a più situazioni.

Alcuni esempi possono essere:

  • L’epidemia che ha distrutto il mio villaggio
  • Viaggio con una foto strappata
  • Compagno caduto in battaglia
  • Ho una figlia nascosta
  • Ho fatto un patto con un’entità

Durante la campagna il giocatore, in comune accordo con i membri del party, potrà dare vita ad un flashback in cui mette in gioco una delle sue keyphrase.

Ovviamente, è importante farlo in un momento coerente con la keyphrase. Se, ad esempio, il personaggio si trova di fronte ad un potente demone, potrà cambiare il corso della storia utilizzando la frase “ho fatto un patto con un’entità”.

Il vantaggio di questo sistema è sicuramente la rapidità. Il personaggio va delineato meno nel dettaglio e il carattere e la sua storia si definiscono con il passare delle sessioni.

Un contro di questo sistema è che va ad incidere pesantemente sull’ambientazione. Pertanto, è più adatto per quei giochi dove i personaggi possono aggiungere elementi alla narrazione (come Not The End) senza mettere in difficoltà il master.

Per concludere, vi svelo un segreto: il background perfetto non esiste. Giocare, giocare e giocare è l’unico modo per perfezionarsi.

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